Le galline ovaiole possono preferire mangimi formulati con grassi di insetti? Questo studio valuta l’effetto della sostituzione parziale dell’olio di soia con lipidi di Hermetia illucens e Tenebrio molitor, analizzando le preferenze alimentari a breve termine attraverso test a doppia scelta. Di seguito l’approfondimento.

L’inclusione di grassi e oli nelle diete delle galline ovaiole è una pratica comune per soddisfare il fabbisogno energetico, poiché questi ingredienti forniscono il più alto valore calorico tra i componenti dei mangimi. Inoltre, l’integrazione di lipidi apporta acidi grassi essenziali (FA), vitamine liposolubili e carotenoidi, migliorando al contempo la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e l’appetibilità della dieta.

I grassi ampiamente utilizzati nell’alimentazione del pollame, come l’olio di soia (SO), hanno subito notevoli aumenti di prezzo negli ultimi anni a causa della crescente domanda e della concorrenza da parte delle industrie non alimentari. Allo stesso tempo, l’impatto ambientale associato alla produzione di mangimi ha intensificato la necessità di alternative più sostenibili. In questo contesto, gli ingredienti a base di insetti sono stati proposti come alternative potenzialmente a minore impatto in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali delle specie monogastriche.

Sebbene gli insetti siano spesso noti per la loro composizione ricca di proteine, anche la loro frazione lipidica riveste un notevole valore e rappresenta un’opzione promettente per sostituire parzialmente o completamente le fonti lipidiche convenzionali nei mangimi per animali. Nell’alimentazione del pollame, la ricerca si è concentrata prevalentemente sulla mosca soldato nera (Hermetia illucens; HI), seguita dal verme della farina giallo (Tenebrio molitor; TM). Entrambe le specie sono caratterizzate da un elevato contenuto di grassi (25–45% della sostanza secca), con gli stadi larvali che presentano concentrazioni lipidiche più elevate rispetto agli adulti.

Il grasso estratto dalle larve di HI è particolarmente ricco di acidi grassi saturi (SFA), come l’acido laurico (C12:0). Al contrario, il grasso del TM è composto principalmente da acidi grassi insaturi (UFA), tra cui l’acido oleico (C18:1) è il più abbondante. Tuttavia, è stato riportato che il contenuto lipidico e il profilo degli acidi grassi dipendono dalla composizione del substrato di allevamento in entrambe le specie.

Diversi autori hanno studiato la sostituzione parziale o totale dell’olio di soia con grassi di insetti nelle diete delle galline ovaiole, senza riscontrare effetti negativi sulle prestazioni produttive o sulla qualità delle uova. Tuttavia, né gli studi sulle galline ovaiole né quelli sui polli da carne hanno valutato l’appetibilità di questi nuovi ingredienti. Esistono prove che suggeriscono che gli uccelli possiedano un sistema gustativo altamente sviluppato, in grado di rilevare gli acidi grassi nella cavità orale. Inoltre, è stato recentemente riportato che, quando vengono presentati mangimi con composizione lipidica diversa, sono in grado di scegliere l’opzione più appetibile.

Attualmente, le informazioni relative alla percezione del gusto dei grassi derivati da HI e TM nelle specie avicole sono limitate. Pertanto, lo scopo del presente studio era quello di valutare gli effetti della sostituzione parziale del SO con grassi di insetti, caratterizzati da profili lipidici diversi, sulle preferenze alimentari a breve termine delle galline ovaiole, utilizzando test a doppia scelta.

Conclusioni e possibili sviluppi dello studio

Nelle condizioni di questo studio a doppia scelta, la sostituzione parziale dell’olio di soia (SO) con il 2% di grasso HI o TM non ha influito negativamente sull’appetibilità della dieta né sull’accettazione del mangime. Poiché l’appetibilità è un prerequisito essenziale per l’integrazione di nuovi ingredienti nei mangimi, questi risultati sostengono l’ulteriore valutazione dei grassi di origine entomica come fonti lipidiche non convenzionali.

Il loro potenziale utilizzo nelle diete commerciali dipenderà anche da fattori quali:

  • livello di inclusione,
  • assunzione di mangime a lungo termine,
  • prestazioni produttive,
  • qualità delle uova,
  • valore nutrizionale,
  • rapporto costo-efficacia,
  • disponibilità,
  • fattibilità pratica nella formulazione dei mangimi.

 

Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata “The effect of partial replacement of soybean oil with insect fats on dietary short-term preference in laying hens”, disponibile sull’Italian Journal of Animal Science: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1828051X.2026.2718616

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