I cani da guardiania del bestiame (LGD) rappresentano uno dei primi risultati, e tra i più specializzati dal punto di vista funzionale, dell’addomesticamento del cane. Selezionati molto prima dello sviluppo delle moderne pratiche di allevamento, questi cani hanno svolto un ruolo cruciale nei sistemi pastorali proteggendo il bestiame dai predatori. Strettamente associati alla diffusione del pastoralismo e spesso legati a società nomadi o seminomadi, i LGD hanno accompagnato le popolazioni umane attraverso vaste aree geografiche, adattandosi agli ambienti e ai sistemi di gestione locali. Di conseguenza, i LGD contemporanei comprendono sia razze formalmente riconosciute sia popolazioni autoctone adattate alle condizioni locali, tipicamente plasmate dalla selezione funzionale piuttosto che da standard estetici. In questo quadro più ampio, il Cane da Pastore della Sila (SILA) è un cane da guardia del bestiame originario dell’altopiano della Sila, una regione montuosa della Calabria caratterizzata da inverni rigidi, pascoli d’alta quota e tradizioni pastorali di lunga data (www.pastoredellasila.it). In questo contesto ambientale e culturale, la razza è stata storicamente selezionata principalmente per i suoi tratti funzionali, svolgendo un ruolo centrale nella protezione di pecore, capre e bovini, in particolare contro i grandi predatori come il lupo.
L’origine del SILA è tradizionalmente legata all’introduzione dei cani da guardia del bestiame che accompagnavano gli antichi spostamenti pastorali verso l’Italia meridionale. I cani impiegati per la protezione delle mandrie sono stati mantenuti attraverso l’adattamento locale e la selezione funzionale empirica, piuttosto che tramite programmi di allevamento controllati. Sono state segnalate somiglianze fenotipiche con altri cani da guardia del bestiame (LGD) del Mediterraneo e dei Balcani, il che suggerisce un possibile background ancestrale comune; tuttavia, queste ipotesi si basano in gran parte su resoconti storici e somiglianze morfologiche, poiché le prove molecolari rimangono limitate. Dal punto di vista morfologico, il SILA è un animale di taglia medio-grande, robusto, con una struttura ossea forte, una muscolatura ben sviluppata e una grande resistenza. Il suo mantello folto, di lunghezza medio-lunga, offre un’efficace protezione contro le condizioni climatiche avverse degli altipiani della Sila. I colori del mantello ammessi includono il nero uniforme, il nero e fulvo e il fulvo zibellino (Figura 1A e 1B) (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana – ENCI). Questi colori consentono loro di mimetizzarsi bene con i greggi di capre della Sila. Dal punto di vista comportamentale, la razza è stata tradizionalmente descritta come dotata di attitudine protettiva, senso del territorio e reazioni autonome alle minacce, in linea con il suo storico impiego come cane da guardia del bestiame. Durante la seconda metà del XX secolo, i profondi cambiamenti nelle pratiche pastorali hanno portato a un drastico calo della popolazione del SILA, portandolo vicino all’estinzione.

I cani SILA presentano due distinti mantelli: (A) nero e fulvo (con sfumature che vanno dal crema al fulvo chiaro) e fulvo zibellino (B). Foto fornita dall’allevatore Dario Adolfo Capogrosso (allevamento “Il Pastore transumante”); (C) numero annuale di registrazioni nelle banche dati dell’ENCI dal 2015 al 2024.
La sopravvivenza di piccole popolazioni in aree remote ha reso possibili i successivi interventi di recupero, che si sono intensificati a partire dagli anni ’80 e sono culminati nella fondazione del Club Italiano Pastore della Sila nel 2012 (https://www.associazionepastoredellasila.it/index.html). Da allora la razza è stata ammessa al Registro Supplementare Aperto (RSA) dell’ENCI, un registro aperto dedicato alle popolazioni canine di rilevanza storica e zootecnica non ancora ufficialmente riconosciute. Come illustrato nella Figura 1C, il numero di esemplari registrati è aumentato notevolmente, passando da 29 nel 2015 a 130 nel 2024, a riprova del ruolo centrale svolto dall’RSA e dalle azioni coordinate di conservazione nel sostenere il recupero demografico e la salvaguardia della razza.
In questo studio forniamo una caratterizzazione genomica completa del Cane da Pastore della Sila a sostegno della sua conservazione e del processo di riconoscimento della razza attualmente in corso. Nello specifico, ci siamo prefissati di:
- quantificare la sua diversità genetica e i livelli di consanguineità genomica,
- indagare la struttura della popolazione e le relazioni genetiche con altre razze di cani da guardia del gregge (LGD) rilevanti per il suo contesto storico e funzionale,
- identificare le regioni genomiche che mostrano segni di selezione.
Queste analisi forniscono un quadro genomico per comprendere il background genetico di questa popolazione in fase di recupero e per sostenerne la conservazione, la gestione e il riconoscimento come razza distinta.
Conclusioni e possibili sviluppi dello studio
Questo studio fornisce una caratterizzazione genomica completa del Cane da Pastore della Sila, mettendo in evidenza una popolazione che conserva elevati livelli di variabilità genetica pur mostrando già un’identità genomica riconoscibile e coerente. Le analisi PCA e ADMIXTURE confermano la presenza di un nucleo geneticamente coeso all’interno della popolazione, accanto a individui che mostrano affinità più strette con altri cani da guardianìa italiani e mediterranei. Tale struttura è coerente con una razza in fase di transizione ed evoluzione, attualmente in fase di consolidamento, in cui coesistono diversi gradi di stabilizzazione genetica. La moderata eterogeneità genetica osservata all’interno della popolazione riflette probabilmente la sua storia recente, caratterizzata fino a poco tempo fa dall’assenza di strategie di allevamento intensive e uniformi e solo più recentemente dall’attuazione di attività strutturate di allevamento e riconoscimento attraverso il Registro Supplementare Aperto (RSA) dell’ENCI. Nel complesso, questi risultati sottolineano l’importanza di preservare l’attuale diversità genetica del Cane da Pastore della Sila nel corso degli sforzi di riconoscimento della razza, sia attuali che futuri, al fine di sostenere la salute a lungo termine della popolazione, la sua adattabilità e lo sviluppo sostenibile della razza.
Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata “Genetic characterisation of the Cane da Pastore della Sila an Italian guardian dog breed“, disponibile sull’Italian Journal of Animal Science:
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1828051X.2026.2694907



