L’olio di Tenebrio molitor emerge come una possibile alternativa sostenibile ai grassi di palma e soia nelle diete delle pecore da latte. Questo studio in vitro analizza i suoi effetti sulla fermentazione ruminale e sulla bioidrogenazione, valutandone il potenziale come nuova fonte lipidica per la zootecnia da latte. Di seguito l’approfondimento.
I ruminanti da latte ad alta resa figurano tra le specie zootecniche con il maggior fabbisogno energetico a causa dei loro elevati livelli di produzione e, di conseguenza, l’integrazione energetica nella dieta è essenziale per garantire prestazioni produttive ottimali. I grassi di palma e di soia sono comunemente utilizzati come fonti lipidiche per le pecore da latte in allattamento, ma il loro impiego è associato a preoccupazioni ambientali e a un’elevata vulnerabilità alle fluttuazioni del mercato globale. Pertanto, l’identificazione di fonti energetiche alternative per ridurre la dipendenza da questi ingredienti convenzionali è diventata un obiettivo chiave nell’alimentazione dei ruminanti.
A questo proposito, i grassi derivati dagli insetti si sono affermati come un’opzione promettente e la loro inclusione nelle diete dei ruminanti è consentita in molti paesi, compresi quelli dell’Unione Europea. Inoltre, l’allevamento di insetti offre potenziali vantaggi in termini di sostenibilità ed efficienza. Il Tenebrio molitor (noto anche come larva della farina) è uno degli insetti più ampiamente allevati per l’alimentazione animale. Tuttavia, la letteratura disponibile che valuta gli effetti ruminali dell’olio di T. molitor (TMO) rimane limitata, con risultati spesso incoerenti e difficili da confrontare a causa delle variazioni nel tipo di prodotto, nel livello di inclusione e nella dieta di base.
Tra questi risultati, sono state osservate riduzioni della produzione in vitro di gas e metano quando è stato aggiunto il 5% di sostanza secca (SS) di TMO a substrati con rapporto foraggio:concentrato (F:C) di 70:30 e 30:70 (rappresentativi, rispettivamente, delle diete delle vacche da latte e dei bovini da carne) e quando una farina di T. molitor non sgrassata è stata incubata come unico substrato utilizzando un inoculo ovino. In entrambi i casi, gli effetti sono stati attribuiti a una minore degradazione del substrato. Tuttavia, l’integrazione di una dieta per agnelli da ingrasso (10:90 F:C) con il 2% di TMO in MS non ha determinato cambiamenti significativi nella fermentazione ruminale.
Una caratteristica interessante del TMO è il suo profilo di acidi grassi (AG) prevalentemente insaturi, con l’18:1 c9 (acido oleico) che rappresenta generalmente l’AG principale, il che può influenzare positivamente la qualità nutrizionale dei prodotti di origine animale. Sono stati segnalati aumenti di 18:1 c9 e 18:2 c9,c12 nella composizione degli acidi grassi dei prodotti provenienti da animali monogastrici alimentati con TMO, accompagnati da proporzioni più elevate di acidi grassi polinsaturi n-6 (PUFA).
A nostra conoscenza, attualmente non esistono studi pubblicati sui suoi effetti sui prodotti derivati dai ruminanti, ma i risultati relativi alla bioidrogenazione ruminale (BH) hanno mostrato esiti promettenti. Ad esempio, nelle pecore, l’incubazione in vitro di una farina di T. molitor a pieno contenuto di grassi ha portato a un maggiore contenuto di 18:1 c9 e di acido linoleico coniugato (CLA) c9,t11 rispetto all’incubazione di una farina di soia a pieno contenuto di grassi. Inoltre, l’integrazione di una dieta ad alto contenuto di concentrati (10:90 F:C) con il 2% di sostanza secca (DM) di TMO ha aumentato la concentrazione di 18:1 c9 e di MUFA totali nel digesto ruminale ovino in vitro rispetto ai grassi derivati dalla soia e dalla palma da olio, ma è stato osservato anche un aumento delle concentrazioni di 12:0 (acido laurico) e 14:0 (acido miristico).
Alla luce di quanto sopra, abbiamo ipotizzato che l’olio di Tenebrio molitor potesse essere utilizzato come alternativa sostenibile alle fonti lipidiche tradizionali nella dieta delle pecore da latte. Di conseguenza, prima di poterlo confermare, è necessario valutare il suo impatto sulla funzione ruminale, poiché i processi digestivi influenzano direttamente le prestazioni degli animali e la qualità del latte. A tal fine, è stata condotta una sperimentazione in vitro per studiare gli effetti del TMO, utilizzato come lipide supplementare in un substrato rappresentativo della dieta delle pecore da latte (razione mista totale 50:50 F:C), sulla fermentazione ruminale e sulla produzione di BH. L’idoneità dell’olio di T. molitor è stata valutata rispetto all’olio di soia (SBO) e al distillato di acidi grassi di palma (PFA), due fonti lipidiche convenzionali comunemente utilizzate negli animali da latte ad alta produzione.
Conclusioni e possibili sviluppi dello studio
In linea con la nostra ipotesi, i parametri di fermentazione ruminale in vitro ottenuti dopo l’integrazione di un substrato F:C 50:50 con il 2% di sostanza secca (DM) di TMO non differiscono da quelli osservati con l’integrazione di PFA e SBO, a conferma del suo potenziale come fonte lipidica alternativa nelle diete delle pecore da latte.
Le variazioni dell’equilibrio biochimico ruminale riflettono in larga misura il profilo degli acidi grassi degli integratori lipidici, sia attraverso il contributo diretto degli acidi grassi principali (ad esempio 16:0 con PFA, 18:1 c9 e 14:0 con il TMO, e 18:2 c9,c12 con l’SBO) oppure attraverso la BH degli acidi grassi insaturi (ad esempio 18:1 t11 e isomeri del CLA con l’SBO, e 10-oxo-18:0 con il TMO).
Nel complesso, la sostituzione del PFA con il TMO può migliorare il profilo degli acidi grassi del contenuto ruminale, poiché riduce la proporzione ruminale di 16:0 aumentando al contempo il totale di MUFA, PUFA e CLA.
Tuttavia, nel confronto tra le due fonti di lipidi insaturi (SBO e TMO), entrambe presentano vantaggi e svantaggi:
- l’integrazione con SBO favorisce proporzioni più elevate di 18:2 c9,c12, 18:1 t11 e CLA c9,t11, ma promuove anche le vie di idrogenazione t10;
- l’aggiunta di TMO è associata a un aumento del 14:0, ma anche a maggiori concentrazioni di 18:1 c9 e a concentrazioni inferiori di 18:1 t10.
In ogni caso, data la natura in vitro dello studio, tutti i risultati devono essere interpretati con cautela e sarebbe opportuna una conferma in condizioni in vivo.
Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata “Can Tenebrio molitor oil replace palm fatty acid distillate and soybean oil in the diet of lactating sheep? Effects on in vitro ruminal fermentation and biohydrogenation”, disponibile sull’Italian Journal of Animal Science: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1828051X.2026.2722524



