Oggi, una delle sfide globali più ambiziose consiste nel garantire l’accesso a proteine animali sicure e sostenibili per una popolazione mondiale in crescita, senza esercitare una pressione eccessiva sulle risorse naturali né danneggiare la biodiversità. Allo stesso tempo, le società devono adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici e mitigarli. In questo contesto, gli oceani e le loro risorse, insieme alla produzione ittica e all’acquacoltura, svolgeranno un ruolo cruciale nell’affrontare queste sfide. Parallelamente, le abitudini alimentari globali stanno subendo una trasformazione, trainata da tendenze emergenti (ad esempio il vegetarianismo e il pescetarianismo) e da una crescente attenzione dei consumatori agli standard di salute e sicurezza alimentare. Queste dinamiche hanno contribuito a una crescente domanda di pesce come alternativa alla carne, ridefinendo ulteriormente le abitudini di consumo.
Nonostante i ben noti benefici per la salute derivanti dal consumo di prodotti ittici, fortemente raccomandati da organizzazioni internazionali quali l’OMS e la FAO, il settore deve affrontare diverse sfide complesse. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine, l’inquinamento e la pesca eccessiva hanno gravemente danneggiato gli ecosistemi marini, evidenziando l’urgente necessità di sistemi di produzione più sostenibili e responsabili.
In questo contesto, l’acquacoltura si è affermata negli ultimi decenni come uno dei settori in più rapida crescita della produzione alimentare globale. Tuttavia, il suo sviluppo sostenibile dipende da un efficace sostegno normativo e da quadri di governance, specialmente nelle regioni in cui la produzione ha subito una battuta d’arresto, come in alcune parti d’Europa. Per stimolare lo sviluppo del settore, l’Unione europea ha attuato diverse iniziative politiche, tra cui la Strategia per la Crescita Blu, la Politica Comune della Pesca e il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (EMFAF) 2021–2027. Questi quadri normativi promuovono un’economia blu sostenibile e competitiva, sostenendo l’innovazione, la circolarità e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera dell’acquacoltura. Attraverso la diversificazione e la promozione dei prodotti dell’acquacoltura, tali iniziative mirano a sostenere scelte informate da parte dei consumatori, migliorando al contempo la qualità e il valore percepito di tali prodotti. Nonostante il crescente sostegno politico e lo sviluppo tecnologico, la sostenibilità a lungo termine e l’espansione dell’acquacoltura dipendono anche dalla percezione dell’opinione pubblica e dall’accettazione da parte dei consumatori.
L’opinione pubblica può influenzare i comportamenti di acquisto, plasmare le priorità politiche e, in ultima analisi, incidere sul livello di accettazione sociale e di legittimità necessario affinché le attività di acquacoltura possano espandersi e prosperare. Secondo diversi studiosi, le scelte dei consumatori in materia di prodotti ittici sono influenzate da molteplici fattori, tra cui sia attributi tangibili (gusto, qualità nutrizionale, freschezza) sia attributi di credibilità (sostenibilità, origine, marchi ecologici, certificazioni), nonché la distinzione tra sistemi di produzione selvatica e d’allevamento. Poiché le percezioni dei consumatori riguardo all’acquacoltura sono influenzate da fattori socio‑economici, culturali ed educativi, nonché dall’esposizione mediatica e dalle conoscenze pregresse, ci si può aspettare una notevole eterogeneità tra i vari paesi e gruppi di consumatori. I dati provenienti dalla Malesia, ad esempio, hanno dimostrato che molti consumatori non sono ancora in grado di distinguere chiaramente tra prodotti acquatici d’allevamento e selvatici e spesso basano le decisioni di acquisto principalmente sul prezzo piuttosto che sui metodi di produzione o sugli aspetti di sostenibilità. Ciononostante, è stata ampiamente segnalata una preferenza a lungo termine per i prodotti ittici selvatici, riflettendo un persistente scetticismo nei confronti dell’acquacoltura documentato fin dagli anni ’90.
Altri studi hanno inoltre suggerito che i consumatori spesso percepiscono i prodotti ittici provenienti dalla pesca selvaggia come generalmente superiori in termini di gusto, proprietà salutari e/o sostenibilità ambientale rispetto ai prodotti dell’acquacoltura. Inoltre, in diversi paesi è stato documentato un calo dell’accettazione da parte dei consumatori delle pratiche di acquacoltura e dei relativi prodotti. Più recentemente, alcuni studi hanno dimostrato che, sebbene l’industria norvegese dell’allevamento del salmone sia generalmente vista in modo positivo, permangono preoccupazioni riguardo agli impatti ambientali e all’equa distribuzione dei benefici economici, con il sostegno pubblico a un’ulteriore espansione del settore fortemente legato a queste percezioni sociali. Inoltre, si è osservato che in Egitto le percezioni negative delle parti interessate, legate alla disinformazione e alla conoscenza limitata, possono ostacolare direttamente l’accettazione sociale e lo sviluppo sostenibile dei sistemi di acquacoltura. Per questo motivo, la percezione dei consumatori nei confronti dei prodotti ittici d’allevamento rappresenta un fattore chiave che influenza lo sviluppo di sistemi di produzione acquicola sostenibili e l’accettazione sul mercato dei prodotti dell’acquacoltura.
In questo contesto, valorizzare gli attributi percepiti dai consumatori, quali la salubrità, il valore nutrizionale e la sostenibilità, può contribuire a trasformare gli attributi di credibilità in caratteristiche di prodotto più tangibili. È interessante notare che alcuni studi hanno dimostrato che, quando i consumatori valutano i prodotti ittici attraverso test sensoriali alla cieca, i prodotti dell’acquacoltura ricevono spesso valutazioni più elevate rispetto a quelli selvatici. Questo risultato sottolinea l’importante ruolo delle convinzioni e delle aspettative dei consumatori nel plasmare la qualità percepita del pesce d’allevamento rispetto a quello selvatico, poiché la percezione dell’allevamento potrebbe avere un impatto negativo sulla percezione complessiva dei prodotti ittici.
Nonostante i continui sforzi e l’attuazione delle politiche europee, dati emergenti suggeriscono che la consapevolezza dei consumatori riguardo alla produzione acquicola rimanga relativamente bassa. Un recente sondaggio online condotto in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito ha confermato che, sebbene i consumatori mostrino in generale un atteggiamento positivo nei confronti della sostenibilità nell’acquacoltura, il loro livello di conoscenza dei sistemi di produzione acquicola rimane limitato. I consumatori disinformati mostrano i livelli più bassi di consapevolezza e fiducia, evidenziando la necessità di campagne informative mirate sui prodotti ittici d’allevamento. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che fornire ai consumatori informazioni chiare e scientificamente fondate può migliorare significativamente il loro atteggiamento nei confronti dell’acquacoltura, sfatando i luoghi comuni diffusi sul settore. Sebbene numerosi studi abbiano analizzato la percezione dei consumatori nei confronti dei prodotti ittici d’allevamento, la letteratura esistente rimane frammentata tra diverse discipline e contesti geografici. Inoltre, sono stati dedicati sforzi relativamente limitati alla sintesi di questo corpus di ricerche utilizzando approcci computazionali in grado di identificare modelli tematici e tendenze emergenti nella letteratura scientifica. Data la complessità delle risposte dei consumatori ai prodotti dell’acquacoltura, questo studio si concentra sugli atteggiamenti dei consumatori, intesi come l’insieme più ampio di credenze, percezioni e valori associati all’acquacoltura, piuttosto che su specifiche preferenze di prodotto. Pertanto, lo studio si è proposto di analizzare gli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dell’acquacoltura attraverso un approccio di text mining, individuando i principali modelli tematici emersi dalla letteratura, valutando le principali tendenze della ricerca ed evidenziando percorsi strategici per superare le barriere sociali che ostacolano l’acquacoltura.
Conclusioni e possibili sviluppi dello studio
Questo studio offre una panoramica completa di come la ricerca scientifica abbia affrontato il tema delle percezioni dei consumatori riguardo all’acquacoltura negli ultimi tre decenni. Sebbene il settore sia riconosciuto come essenziale per soddisfare la domanda globale di proteine animali, il suo sviluppo a lungo termine continua a dipendere dall’accettazione da parte dei consumatori e dalla legittimità sociale.
Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata “Consumer attitudes towards wild and farmed seafood: insights from semantic network analysis and topic modelling”, disponibile sull’Italian Journal of Animal Science: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1828051X.2026.2698203



